lunedì, 24 luglio 2017

AGPCI diventa AGICI

AGPCI prosegue il suo percorso di strutturazione e rafforzamento per divenire voce unica e entità sempre più partecipata e meno romano-centrica.

Nasce dall’evoluzione di AGPCI, AGICI – Associazione Generale Industrie Cine-audiovisive Indipendenti che nell’Assemblea odierna ha proseguito il lavoro di consolidamento della propria governance e rappresentanza con le elezioni dei Rappresentanti delle Categorie Produttori, Distributori e Industrie Tecniche nel Consiglio Direttivo Nazionale e dei rappresentanti del Collegio Territoriale: organo di confronto, sinergia e dialogo che mette in stretta relazione Territorio e Direttivo Nazionale. Il Collegio Territoriale è composto da un Rappresentante per Macro Area, nello specifico: Triveneto (Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia), Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Val D’Aosta e Liguria), Centro Nord (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche), Centro Sud (Lazio, Abruzzo, Molise), Sud Est (Puglia, Basilicata, Calabria) e Sud Ovest e Isole (Campania, Sardegna e Sicilia).

Dichiara il presidente Marzotto: “A fronte di una nuova legge sul cinema e l’audiovisivo anche le associazioni di rappresentanza si devono adeguare ai tempi e al mercato. La nostra Associazione si è dotata, prima in Italia, di un protocollo per la Produzione Green, è sempre stata portatrice d’innovazione anche grazie al fatto di rappresentare aziende giovani e indipendenti e di non dover difendere alcuna rendita di posizione. Oggi AGICI rappresenta tutta la filiera produttiva e distributiva ed è vicina alle Associazioni dell’esercizio cinematografico italiano con l’intento di creare sinergie e stimolare un modello di collective economy che sta funzionando bene nelle industrie creative in tutto il mondo e che la stessa nuova legge di sistema propone. Ci stiamo dotando di strutture atte a sostenere questo percorso ed anche il riconoscimento del ruolo delle Film Commission Regionali presente nel DDL Franceschini, ci pare un invito verso un cinema e audiovisivo che valorizzino i talenti e gli stimoli culturali di tutta Italia. Siamo soddisfatti di questo percorso che crediamo risulterà di grande stimolo anche ai Big dell’audiovisivo italiano: perché se è vero che in Italia dobbiamo rafforzare le grandi aziende che soffrono di nanismo rispetto ai player del mercato internazionale è altrettanto vero che i levrieri corrono più veloci se il leprotto scappa.”

 

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