domenica, 18 agosto 2019

Tanovic: memorie di morte a Sarajevo

Tanovic: memorie di morte a Sarajevo

Berlino, 15 Febbraio – Denis Tanovic premio Oscar per No Man’s Land, torna sui suoi temi e a Berlino con la commedia nera Death in Sarajevo che ha il sapore di una forte denuncia del potere. Lo fa in un film nato dalla pièce teatrale Hôtel Europe di Bernard Henri-Lévy, messa in scena per il centenario dell’attentato che segnò l’inizio della prima guerra mondiale e apre il suo racconto mostrando proprio l’attore, interprete di quel  testo, il francese Jacques Weber, scenda proprio all’Hotel Europa che dà il titolo al film. Era il grande albergo in auge ai tempi della Jugoslavia di Tito in piena decadenza, perfetto per una parabola sul potere e sul degrade di un regime sgretolato dalla Storia e dall’opposizione. “All’inizio avevo pensato ad un documentario – dice Tanovic – volevo poi legare il mondo del teatro aquello del cinema, al mio stile di cinema.  Death in Sarajevo, che unisce toni da commedia nera alla ricostruzione dei fatti storici, ancora controversi: Il protagonista,vissuto a seconda dei casi come terrorista o eroe si confronta con una realtà a pezzi come I piani del vecchio albergo di lusso dove trova spazio un’umanità varia.Tornato a Berlino in concorso, dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria e l’Orso d’Argento per il miglior attore nel 2013 con An Episode in the Life of a Iron Picker, stavolta Tanovic intreccia le storie private e denuncia pubblica, teatro e cinema, dolore private e rabbia pubblica nell’inganno poi nel  crollo della ex Jugoslavia, Death in Sarajevo. “Abbiamo una storia pesante alle spalle che è difficile per tutti, soprattutto per noi, comprendere e spiegare. Il e continuiamo a vivere nel passato senza riuscire ad elaborare definitivamente lutti e senza fare fino in fondo i conti con la memoria.  Ma, come si dice, l’avvenire è terribile e il presente insopportabile”.

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