venerdì, 24 novembre 2017

Spettacolo dal vivo alla Biennale

Spettacolo dal vivo alla Biennale

“Un indirizzo comune ispira i tre  programmi dei settori dello spettacolo dal vivo della Biennale di Venezia, che si svolgeranno quest’anno da giugno a ottobre”. Così il Presidente dell’istituzione Paolo Baratta, ha sintetizzato la linea sulla quale si è mosso l’allestimento dei Festival di danza, teatro e musica che inizieranno il 23 giugno per concludersi l’8 ottobre.

L’apertura è affidata alla rassegna  di danza contemporanea con il titolo “Capitolo primo” giunta all’11ma edizione e diretta da Marie Chouinard. Il Leone d’oro alla carriera è stato attribuito alla danzatrice e coreografa statunitense Lucinda Childs, il Leone d’argento alla performer e coreografa canadese Dana Michel.

Dal 25 luglio al 12 agosto è in programma  il 45mo Festival Internazionale del Teatro, intitolato “Atto primo: REGISTA”, secondo il programma del direttore Antonio Latella. Leone d’oro alla carriera di questa edizione del Festival è la scenografa tedesca Katrin Brack, Leone d’argento  la regista polacca Maja Kleczewska.

Dal 29 settembre all’8 ottobre chiuderà il cartellone il 61mo Festival Internazionale di Musica Contemporanea, dal titolo “Est!”, sotto la direzione di Ivan Fedele. Leone d’oro alla carriera per la musica è il compositore cinese Tan Dun; il Leone d’argento è stato attribuito al compositore giapponese Dai Fujikura.

“La contemporaneità – ha spiegato il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta nella conferenza stampa organizzata a Roma –  è stata alla base delle scelte che hanno guidato la realizzazione dell’intenso programma dei tre settori dello spettacolo dal vivo della Biennale: i modi particolari di concepire la regia teatrale e l’impostazione coreografica per i primi due, mentre per la musica ci si è concentrati in particolare su quella proveniente dall’Est, il grande Oriente. Per la Biennale si tratta di scelte importanti ai fini di una qualificazione del suo ruolo di luogo di ricerca. Un particolar modo di intendere il festival, che mette in luce i partecipanti per l’interesse che ciascuno rappresenta, tanto che saranno presenti con più di uno spettacolo: registi di cui si vuole cogliere l’evoluzione, coreografi di cui si vuole cogliere una linea omogenea applicata a diverse esperienze; mentre per la musica, al di là del focus particolare su una regione del mondo, si affianca una grande apertura nei confronti dei diversi generi musicali effettuata nel nome della qualità.

Molto interessanti – ha proseguito Baratta – gli sviluppi di Biennale College in ciascuno dei tre settori. Il College si rivolge non solo ai danzatori ma per la prima volta anche ai coreografi, non solo agli attori ma anche ai registi, mentre per la musica è cresciuto l’impegno a proporre e produrre tre lavori di teatro musicale”.

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