mercoledì, 23 agosto 2017

Scola, omaggio sulla Croisette

Scola, omaggio sulla Croisette

Cannes, 18 maggio – “Piacere, Ettore Scola”, è il titolo della Mostra, presentata a Roma pochi giorni fa e oggi al centro di un incontro sulla Croisette, che si terrà dal 16 settembre al 23 ottobre al Museo Bilotti. Uno spunto per parlare a Cannes dei rapporto ‘speciale’ tra Scola e la Francia. Proprio in occasione dell’anniversario del Prix per la mise en scène ottenuto per Brutti, Sporchi e Cattivi (1976), che questa 69ma edizione del Festival di Cannes, celebra.

Un’occasione che Fondazione Cinema per Roma e Show Eventi Arte hanno deciso di promuovere all’Italian Pavilion del Majestic con i curatori della Mostra ricordando che Scola diceva: “una mostra, su di me? Ma a chi potrebbe interessare?’. E invece la Mostra interessa. I due curatori con la complicità della moglie Gigliola e delle figlie Silvia e Paola hanno aperto i suoi cassetti, approfondendo la vita e l’umanità oltre la professione di Scola: non solo regista ma anche umorista, vignettista per il Marc’Aurelio, sceneggiatore, produttore, politicamente impegnato.
Alla mostra è legato un libro con molti interventi da Staino per l’umorismo, a Napolitano per la parte relativa alla politica. Nella mostra troveranno spazio sia una parte biografica che una tematica. Ci saranno oggetti di scena, sceneggiature originali e naturalmente I suoi cimeli”.

All’incontro Piera Detassis, Presidente della Fondazione Cinema per Roma. Ha ricordato con Marco Dionisi e Nevio De Pascalis il suo rapporto con Scola e quello di Ettore con I francesi: la nomina a ‘commandeur’ alla Legione d’onore, che viene mostrata anche all’incontro, e che gli fu conferita dall’Ambasciatore Francese nel maggio del 2001. “Non amava granché essere glorificato – dice Gigliola Fantoni – forse perché era timido. Diceva sempre ‘ma perché a me?’. Anche per questo faceva fatica a stare dietro ai giornalisti, non amava ripetere tante volte le stesse cose. E allora sembrava antipatico, e a volte la critica gli rendeva pan per focaccia, come quando stroncarono Brutti, sporchi e cattivi che però poi vinse il premio per la regia proprio qui a Cannes. Non che lo odiassero, aveva molti amici tra i giornalisti ma c’era sempre questo rapporto burrascoso. Anche se è stato commovente vedere la Repubblica titolare ‘Ti abbiamo tanto amato’ quando purtroppo ci ha lasciati. In Francia però si sentiva a suo agio, forse perché sentiva che non c’era piaggeria nell’apprezzamento dei francesi. Una volta è partito dimenticandosi il passaporto. Appena è sbarcato a Parigi tutti lo hanno riconosciuto e salutato e nemmeno gli hanno chiesto i documenti”.

“La Francia amava molto i suoi film di ambientazione francese, come Ballando Ballando e Capitan Fracassa ma anche quelli un po’ più sfortunati. Ci faceva leggere le sceneggiature, voleva che potessero capirle anche dei bambini. Avere lui come padre ha significato avere un rapporto stretto con grandi personaggi come Age, Scarpelli, Monicelli, Amidei. Papà vedeva tutto tramite la lente dell’ironia. Era tagliente, a volte ci stroncava ma sempre con l’idea di fortificarci e farci crescere”.

Leggi anche