lunedì, 16 dicembre 2019

Premio Maria Adriana Prolo Alla Carriera a Lorenzo Ventavoli

Premio Maria Adriana Prolo Alla Carriera a Lorenzo Ventavoli
Photo Credit To Davide Grieco

Torino, 23 novembre – In occasione del 37° Torino Film Festival, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) è lieta di consegnare il Premio Maria Adriana Prolo Alla Carriera a Lorenzo Ventavoli, il Titano del cinema torinese, uomo di cinema a tutto campo che ha rivestito molteplici ruoli, diventando una delle più importanti figure di riferimento del settore a Torino e non solo. Lorenzo Ventavoli è infatti esercente, distributore, produttore, sceneggiatore, attore, critico, storico del cinema e organizzatore culturale. Il premio verrà consegnato dal laudatore Sandro Casazza – giornalista, critico cinematografico ed ex Presidente del Museo Nazionale del Cinema – in una cerimonia che si terrà sabato 23 novembre alle ore 15.00 presso il Cinema Massimo sala 3 ad ingresso gratuito. Alla premiazione seguirà la proiezione del film Troppo tardi t’ho conosciuta (1939, 78′) di Emanuele Caracciolo, film che fu considerato “perduto” ma che, solo recentemente e proprio grazie alle ricerche compiute da Ventavoli, è stato ritrovato.

Intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, il premio è un riconoscimento assegnato a una personalità del mondo del cinema che si è particolarmente distinta nel panorama italiano. In passato, il premio è stato conferito ai registi Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Giuliano Montaldo, Massimo Scaglione, Daniele Segre, Bruno Bozzetto, Lorenza Mazzetti, Costa-Gavras, David Grieco, agli attori e attrici Piera Degli Esposti, Lucia Bosè, Ottavia Piccolo, Roberto Herlitzka, Elio Pandolfi, al compositore Manuel De Sica, allo sceneggiatore Giorgio Arlorio e al filmaker, artista e operaio Pietro Perotti.

La diciottesima edizione del premio ha come protagonista Lorenzo Ventavoli, nato il 9 giugno 1932 a Torino, un uomo di cinema eclettico e impegnato su più fronti. Comincia infatti la sua avventura nella settima arte come semplice spettatore, per passione, per poi diventare uno dei più importanti e coraggiosi esercenti, con sale sparse in tutto il Piemonte. Attraversa il mondo della celluloide in tante altre vesti: il Nuovo cinema Romano è la prima sala italiana a essere riconosciuta, nel 1960, come sala d’essai, mentre l’Eliseo è la prima multisala sul territorio nazionale. Un percorso ‘liquido’ che lo porta naturalmente a distribuire film, ma anche a produrli, sceneggiarli (è il caso di Qualcuno dietro la porta di Nicolas Gessner) o anche a interpretarli – diverse e brillanti sono le prove d’attore che ci ha regalato in Il divo di Paolo Sorrentino, Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti o Mirafiori Lunapark di Stefano Di Polito – senza dimenticare il ruolo fondamentale che ha avuto come critico e storico. Ventavoli è anche un importante dirigente e organizzatore culturale, avendo ricoperto il ruolo di Presidente del Museo Nazionale del Cinema: è a lui che va il merito di aver riaperto il Cinema Massimo nel 1989; è stato inoltre Presidente dell’Associazione Cinema Giovani, la realtà che ha fondato e gestito per molti anni il Torino Film Festival. A testimoniare l’importanza di Ventavoli come guida e memoria del cinema torinese, in tutti i suoi numerosi legami con il mondo della cultura e dell’arte, sono le sue pubblicazioni come Fin che c’è gioventù, La curiosa industria. Italo Cremona: un pittore al cinema, Pochi, maledetti e subito. Giorgio Venturini alla Fert (1952-1957), Officina torinese. Una passeggiata in 100 anni di cinema (con Steve Della Casa), C’era una volta. Il Museo Nazionale del Cinema a Palazzo Chiablese (1958 – 1985), Visioni, possibili itinerari cinematografici di Cesare Pavese, ma anche le tante interviste grazie alle quali giornalisti, studiosi e appassionati hanno nel tempo ricostruito i momenti fondamentali di una lunga e fertile stagione cinematografica. Una di queste interviste è firmata da uno dei più importanti storici del cinema italiano, Gian Piero Brunetta, e compare, per la prima volta nella sua versione integrale, sulle pagine dell’ultimo numero della rivista dell’AMNC, Mondo Niovo 18-24 ft/s, diretta da Caterina Taricano.

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