venerdì, 18 settembre 2020

Moscati e la bellezza dell’Italia

Moscati e la bellezza dell’Italia

Un affresco del nostro Paese, da Sud a Nord, tra volti, arte e paesaggio: è il documentario 1.200 km di bellezza di Italo Moscati, a cura di Istituto Luce-Cinecittà, presentato in anteprima a Catania e poi a Roma, al Complesso del Vittoriano.

Come spiega l’autore, che ha usato tanto materiale proveniente dall’archivio del Luce, “Volevo raccontare la storia dell’Italia in un modo che non si è mai visto, dal 1924 fino ai giorni nostri. Ho immaginato il ‘Grand Tour’ letterario del ‘700-800 rivisitato di immagini attinenti al territorio, all’arte e alla vita quotidiana, per fare un confronto con un’epoca che pareva un eden rispetto all’oggi. Mi sono ispirato a un libro dello psicologo James Hillman, che dice che se la gente sentisse nella vita l’importanza della bellezza probabilmente scenderebbe per le strade per reclamarla”.

Il lavoro di selezione, durato circa un anno, è stato molto impegnativo: “E’ stato enorme e non sempre facile – dice Moscati – Le persone del Luce mi hanno dato una mano fondamentale, credo avremo visto 800, ma probabilmente anche 1.000 documenti. Sono partito dal voler mostrare le immagini in bianco e nero, ma con il desiderio di inserire il colore, come il Luce non aveva mai fatto”.

Tra i luoghi che appaiono, prosegue Moscati, “Ho scelto Matera, un luogo cinematograficamente significativo e città scelta come Capitale della cultura europea 2019. Poi avevo bisogno di tornare anche nella Capitale, con la fontana di Trevi come simbolo, un ricordo cinematografico degli anni ’50 in cui in mezzo alla bellezza pura del monumento giocavano i bambini, a sottolineare che la bellezza sì va salvata, ma dev’essere una cosa fresca, di energia, che i giovani fanno propria. Bisogna trovare dimestichezza con la cultura, affinché possa resistere più a lungo”.

 

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