mercoledì, 14 novembre 2018

Molise Cinema, vincono Franchetti e Sanders

Molise Cinema, vincono Franchetti e Sanders

Roma, 13 agosto – Con la premiazione dei concorsi termina la 16° edizione di MoliseCinema a Casacalenda. Nella serata finale di domenica sono stati proclamati nell’Arena principale del Festival i vincitori delle tre sezioni competitive: Frontiere, Paesi in corto e Percorsi.

Per i cortometraggi italiani (sezione Percorsi, 18 titoli in concorso) la giuria ha assegnato il primo premio per il miglior corto a Cena d’aragoste di Gregorio Franchetti “perchè in un mondo che vive più che mai tensioni fra classi sociali, Cena d’aragoste ha il grande pregio di illuminare questo conflitto poco raccontato in modo discreto, entrando nella vita di una famiglia popolare dalla porta della cucina e mettendo in scena, senza alcuna retorica, la complessità e le sfumature di un’amicizia tra due bambini distanti socialmente e le difficoltà di una madre qualsiasi”.

Assegnate anche due menzioni speciali: una a Flaminia Gressi, Pier Lorenzo Pisano, Nicoletta Senzacqua per la sceneggiatura del cortometraggio “Cosi’ in terra”, per aver raccontato con grazia un luogo e un momento, quello dei paesi del post terremoto, attraverso lo sguardo di un prete che non riesce, se non con i silenzi e i vuoti, a rispondere alla domande che tutti ci poniamo”. L’altra a Giorgio Colangeli “per il corto “Cani di razza”, per aver accettato di mettersi in gioco personalmente in un progetto che racconta con feroce ironia il mondo del cinema. E per aver interpretato l’ennesimo corto”. Per impietosire il pubblico due sceneggiatori decidono di scrivere un cortometraggio in cui il protagonista è un ragazzo sulla sedia a rotelle. Il ragazzo accetta alla sola condizione di esserne anche il regista.

Per i cortometraggi internazionali vince End Of The Line di Jessica Sanders “per l’originalità della sceneggiatura, il ritmo e la messa in scena. Il cinismo in chiave surreale spiazza lo spettatore dalla prima all’ultima sequenza”. End Of The Line è un corto che vede protagonista un uomo solo che si reca in un negozio di animali e compra una gabbietta contenente una persona minuscola verso la quale quale sviluppa un rapporto di sopraffazione.

Una menzione speciale della giuria è andata a Laissez-moi danser di Valérie Leroy “per l’intensità, la forza, ma anche la leggerezza con la quale riesce a raccontare la storia di un personaggio complesso e del mondo che lo circonda”. Una menzione speciale per la miglior regia a Caroline di Logan George e Celine Held.

Per la sezione Frontiere – Premio Giuseppe Folchi, il concorso riservato ai documentari (7 titoli in concorso), il premio come miglior documentario va a Vita di Marzouk di Ernesto Pagano, “perché propone un ritratto intimo, delicato e mai banale, sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione culturale nell’Italia e nella Tunisia di oggi come metafora di un disagio esistenziale attraverso l’esperienza di un uomo in conflitto con la propria storia e le proprie relazioni umane. Il documentario permette così di testimoniare con onestà intellettuale ed estetica la costituzione di una problematica e complessa identità multietnica e comunitaria”. Al centro del Doc la vita del musicista tunisino Marzouk, tra vita vita sentimentale e rapporto con il luogo di origine. Menzione speciale della Giuria a Appennino di Emiliano Dante.

Inizia ora Molisecinema Tour, la sezione itinerante: il 13 e 14 agosto a Campomarino, il 14 agosto anche a Busso il 17 agosto a Castelbottaccio, il 19 agosto a Larino e il 20 a Venafro.

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