martedì, 26 settembre 2017

La Sala Troisi ai ragazzi dell’America

La Sala Troisi ai ragazzi dell’America

E’ andata ai ragazzi del Piccolo America, finalmente, la Sala Troisi, a Trastevere, a due passi da quell ache il gruppo occupò, nek tentative di mantenerla aperta, per poi trasferirsi nei locali di un fornaiom attigui all’ex cinema, e proseguire l’appassionata avventura clandestine che li ha visti protagonisti di un’avventura diventata una realtà culturale romana nolto seguita soprattutto dai più giovani cinefili.

Esultanza del gruppo e di molti supporter tra associazionismo, registi autori, attori e molti giornalisti che seguono dall’inizio, come il Sngci, la storia di una piccolo ‘banda’ giovanile che ha risvegliato il gusto del cinema in sala in una vera e propria rivoluzione nel nome del cinema d’autore.

Lo sottolinea Valerio Carocci,il leader del gruppo raccontando come  “Cinque anni fa I ragazzi hanno formato l’assemblea’Giovani al centro’ ––  convinti che ci fosse l’esigenza politica di avviare un nuovo percorso in città, pratico e pragmatico, con l’obiettivo di mappare gli spazi abbandonati, salvarli e restituirli alla cittadinanza come nuovi luoghi culturali polivalenti”. In una ricostruzione della loro storia a Cinecittà News Valerio ricorda: “Abbiamo così occupato il Cinema America con l’intento di renderlo uno spazio in cui poter essere protagonisti e non semplici fruitori, siamo stati sgomberati e non siamo ancora stati in grado di riaprirlo definitivamente, ma l’abbiamo per ora sottratto alla demolizione e alla speculazione. Abbiamo vinto al Tar contro il tentativo di rimozione dei vincoli ministeriali e ora ci stiamo costituendo al Consiglio di Stato per lo stesso motivo.  Abbiamo restituito alla città un nuovo spazio. E’ una rivendicazione politica stessa, in quanto la sala è passata dall’essere occupata sine titulo da una delle più grandi società dell’esercizio cinematografico, la Mediaport srl di Giorgio Ferrero all’essere data in gestione alla più piccola e giovane esperienza politica, culturale e sociale che abbia mai messo piede nel settore cinematografico, costituitasi tra l’altro in associazione culturale non a scopo di lucro. Non sarà una sala cinematografica come l’avete vista finora bensì un operatore culturale vivente, una palestra di democrazia, un laboratorio di rapporti sociali, un presidio di ragazzi a tutela dei territori e di valori come l’antifascismo e l’antirazzismo. Ci piace immaginarla – dicono ancora I rgazzi- come un polo aggregativo che dà vita al territorio circostante e che da questo riceve la sua stessa linfa vitale, come una spugna che si lascia riempire dei contenuti delle realtà esterne, al tempo stesso inondando tutta la città dei propri. Per questo annunciamo che è solo l’inizio, il Piccolo America si pone l’obiettivo di continuare a essere una realtà sociale spontanea in grado di muoversi liberamente nella città e di aprire altri spazi, restituendo luoghi alla cultura come abbiamo fatto e continueremo a fare con gli Schermi Pirata e il Festival di Trastevere”.

 

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