venerdì, 20 ottobre 2017

In sala Diaspora – Ogni fine è un inizio

In sala Diaspora – Ogni fine è un inizio

Diaspora – Ogni fine è un inizio, la nuova opera di Luigi M. Faccini con Marina Piperno, arriva in sala, distribuito da Luce Cinecittà, con una serie di proiezioni evento e in contemporanea in home video.

Si tratta di un film unico nel panorama della produzione italiana, un film dalla durata cronologicamente ‘monstre’, diviso in 4 parti, per quasi 4 ore di visione. Un’opera ‘fuori quadro’ anche nella presentazione, che si terrà in anteprima nazionale al cinema Massimo di Torino mercoledì 17 maggio, alla presenza degli autori/protagonisti e di ospiti del mondo della cultura, e il giorno successivo, al Salone del Libro, con un incontro-conversazione tra Piperno&Faccini, Dario Disegni, presidente della Comunità Ebraica di Torino, e dello storico e giornalista Giovanni De Luna, per raccontare la speciale edizione in home video pubblicata da Istituto Luce Cinecittà: 4 dvd, un ricco apparato testuale e fotografico in una inusuale confezione-album, a riprodurre l’ispirazione ‘genealogica’ e la varietà icastica del film.

Dopo una vita appassionata dietro la macchina da presa come produttrice (prima donna in Italia a misurarsi con una professione tipicamente maschile) Marina Piperno si è messa davanti alla camera per raccontare la storia della sua famiglia, dall’alba delle leggi razziali promulgate dal regine fascista nel 1938 a imitazione di quelle hitleriane, fino ad oggi, quando i cugini americani, israeliani ed europei, rintracciati durante il suo viaggio transcontinentale, sono già di terza generazione.
Un viaggio e un racconto che parte da Pitigliano e subito vola a New York, Lower East Side, per poi atterrare sul deserto del Negev, tornare al Ghetto di Roma, e toccare tante propaggini di orienti e occidenti diffusi. Un racconto che scivola e si rincorre tra foto d’epoca in pose solenni e l’agilità di una piccola camera digitale, dove memorie di più di un secolo viaggiano su pc e chiavette, o tra commoventi filmini familiari in 9 millimetri, e citazioni di perenni classici come Casablanca o Come eravamo.

Luigi Faccini regala il racconto di un secolo lungo e oltre, contenuto nella vicenda personale di una donna. Uno spicchio di storia e di mondo nel quale non è difficile sentire che qualcosa, di quella storia, ci riguarda da vicino.

 

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