mercoledì, 23 agosto 2017

Face off, il cinema erotico al femminile

Face off, il cinema erotico al femminile

Conclusa a Roma, alla Casa del cinema, la rassegna “Face off”, un lungo viaggio, scandito nei decenni da grandi scandali, dalla trasformazione del “comune senso del pudore”, da opere entrate di diritto nella storia del cinema, da provocazioni liberatorie come il bacio di Marlene Dietrich in Marocco di Joseph Von Sternberg, forse l’ultimo atto veramente trasgressivo prima del “Codice Hays” nel 1930.

Nell’anniversario di un film come Ultimo tango a Parigi – all’epoca addirittura messo all’indice e letteralmente bruciato sulla pubblica piazza – la rassegna si è aperta  con un “manifesto” dell’immagine della donna (e delle sue distorsioni culturali) come La stregoneria attraverso i secoli, con cui nel 1922 Benjamin Christensen denunciava la strumentalizzazione – questa sì pornografica – della figura femminile come strumento della tentazione diabolica.

Gli anni del cinema muto e fino alla Seconda Guerra Mondiale  mostrano una libertà e una varietà di motivi che resteranno impossibili nei decenni successivi. Proprio con l’eccezione degli anni ’40, “FACE/OFF” racconta così questa trasformazione del cinema erotico e del corpo della donna, fino alla conquista del punto di vista da parte della donna stessa, autrice, artista, soggetto erotico finalmente libero nel suo desiderio. Nelle varie giornate c’è posto per capolavori firmati da Borowczyk, Buñuel, Cavani, Oshima, Schroeder, Von Stroheim; per icone del genere come Metzger, Sarno, Russ Meyer; per autrici che hanno sovvertito il punto di vista tradizionale come Wilma Labate, Sigi Rothemund, Virginie Wagon o l’irriverente brigata di registe francesi che hanno dato vita al progetto X-Femmes nel 2008, ad oggi ancora praticamente inedito in Italia e firmato da nomi di garanzia come Lola Doillon, Mélanie Laurent, Laetitia Masson, Tonie Marshall…

La rassegna  ha proposto anche Venere in pelliccia: se la moderna versione di Roman Polanski è ben nota e apprezzata, l’edizione originale del film di Massimo Dallamano, censurato, smembrato e solo di recente riabilitato, vuole essere un omaggio a Laura Antonelli, sfortunata e “divina” creatura  a cui è stata dedicata l’apertura. A quella stagione del cinema italiano è dedicato anche l’ultimo lavoro di Carmine Amoroso (Porn to be Free) che sarà in anteprima al Biograph Film festival.

 

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