mercoledì, 18 ottobre 2017

Debutta il Migranti Film Fest

Debutta il Migranti Film Fest

Roma, 31 maggio (Fr. Pierl) – Un’iniziativa ”che promuove le culture, fondamentali, dell’accoglienza e del dialogo” Così Carlo Petrini, presidente dell”Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, creatrice e organizzatrice della rassegna, definisce il Migranti Film festival – Culture in viaggio, che debutterà con la prima edizione a Pollenzo (Cuneo), dal 10 al 12 giugno. Una tre giorni di proiezioni, incontri, anche gastronomici con comunità di migranti, spettacoli, dibattiti e spazi come il Migrant’s corner dove i migranti, le associazioni, gli enti locali e e le realtà che operano nel sociale possono raccontare esperienze diverse di accoglienza, progetti e iniziative. In programma Sei lungometraggi, fra i quali l’italo/cingalese Per un figlio e otto corti in concorso, più 60 film fuori concorso, selezionati tra oltre 2500 opere arrivate da 113 Paesi. Per Dario Leone, direttore del Festival e coordinatore del Laboratorio Cinema dell’Università ”i film da 113 Paesi raccontano la migrazione sotto ogni prospettiva”. Da Prison Sister di Sarvestani Nima (Svezia), sul viaggio di due giovani donne in Afghanistan, che una volta uscite di prigione, devono affrontare minacce di morte e violenze a Per un figlio dell’italiano di seconda generazione Suranga D. Katugampala, su Sunita, una donna cingalese di mezz’età che vive un rapporto di conflitto con il figlio, cresciuto in Italia.

Nelle giurie, fra gli altri, Giorgio Diritti (presidente della giuria lungometraggi), Gianni Amelio, Alberto Barbera, Luciana Castellina, Emanuele Crialese (presidente giuria dei corti), Gabriele Salvatores, Isabella Rossellini, Dieter Kosslick, Francesco Amato, Jacopo Fo. Il Festival è organizzato in collaborazione con Slow Food e la Città di Bra, parte del progetto MigrArti del Mibact, e con il sostegno di NovaCoop e della Fondazione CRC. ”Sono molto orgoglioso questo progetto sia nato dai nostri studenti, che provengono da 70 Paesi – aggiunge Petrini -. Riflette il fatto che le Scienze gastronomiche non si riducono al cucinare, ma sono multidisciplinari, olistiche, basate sul dialogo, come è sempre stato e come questi tempi richiedono. Infatti da noi si studiano anche materie come genetica, economia politica, biologia, storia, zootecnica, con buona pace di una ridondanza televisiva che dà spazio solo ai cuochi, oltretutto tutti maschi”.

Domani, aggiunge il creatore e presidente di Slow Food ”incontrerò il ministro dell’Interno per dire che questo Paese ha bisogno che in ogni città si formino dei comitati di accoglienza che educhino i nostri cittadini alla conoscenza dell’altro e alle buone pratiche di dialogo e di ascolto. Se questo non succederà vivremo tempi grami, anche perché non c’è niente di più deleterio della guerra tra poveri”. Il festival, organizzato con solo 20 mila euro ”ha avuto risposte straordinarie per le giurie, ed anche questo è un messaggio politico” aggiunge Petrini, che alla rassegna sarà anche protagonista di un incontro pubblico su questi temi con il ministro Valeria Fedeli.

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