sabato, 25 novembre 2017

Camorriste, giornaliste vs Cristina Pinto

Camorriste, giornaliste  vs Cristina Pinto

Roma, 30 ottobre (Fr. Pierl) All’anteprima per Alice nella città della prima puntata della seconda stagione, al via il 17 novembre alle 22.55 su Crime + Investigation, di ‘Camorriste’, la docu-serie su donne che sono state figure di spicco della camorra, la tensione è salita al culmine durante l’incontro fra una ex camorrista, dissociata ma non pentita, Cristina Pinto e alcune giornaliste antimafia, in occasione della presentazione in

Cristina Pinto, detta Nikita, era stata raccontata nella prima stagione: ”Ho scontato già 20 anni di pena per i miei crimini, ora vivo facendo la pescatora” ha esordito, parlando a una platea di ragazzi -. Non mi sono pentita (non è diventata collaboratrice di giustizia, ndr), mi sono dissociata per poter ricominciare la mia vita. Non ragiono con il senno di poi, è inutile chiedersi se oggi farei cose diverse, il pentimento per il passato e il debito da pagare sono personali”. Una posizione giudicata troppo ambigua e per questo contestata delle giornaliste invitate dal dibattito, di cui molte sotto scorta, per essere in prima fila contro la criminalità organizzata. ”La vita non è fatta di grigio, ma di bianco e nero – ha detto netta Marilena Natale, detta anche Madre Coraggio, sotto scorta per i suoi servizi d’inchiesta sui clan camorristici -. Non posso restare qui seduta ad ascoltare questa signora, tornerò quando avrà smesso di parlare” ha aggiunto uscendo dalla sala. Le colleghe Federica Angeli (sotto scorta dal 2013, per aver contribuito a scoperchiare la mafia ad Ostia), Ester Castano (che racconta le infiltrazioni mafiose nel nord Italia), Marilù Mastrogiovanni (autrice di articoli sulla Sacra Corona Unita) e Angela Corica che scrive di ‘ndrangheta, per protesta sono uscite con lei o si sono sedute in platea

”Posso capire che in loro la mia presenza possa suscitare qualcosa, mi dispiace siano uscite” ha commentato Cristina Pinto, che ha poi risposto alle domande dei ragazzi: ”Io sto qua, ma sto tremando davanti a voi, non sono calma, non sto bene, parlare di camorra non è una cosa leggera”. Il modo per portare il peso del suo passato è ”andare avanti portando la parola tra giovani, dicendo di non fare mai questa scelta”. Comunque per lei un collaboratore di giustizia è ”un ‘fallo’, fa un errore. Io poi sono stata accusata da cinque capi pentiti”.

Federica Angeli è rimasta in sala ad ascoltare ”perché è giusto che mi confronti con la realtà – ha detto a fine incontro rivolgendosi a Cristina Pinto -. La riesco a guardare negli occhi perché sono serena rispetto alla mia professionalità” ha detto tra gli applausi.

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