domenica, 27 settembre 2020

Addio Alcazar, chiude un’altra sala

Addio Alcazar, chiude un’altra sala

Anche  il cinema Alcazar, una delle sale che ha tenuto alta la bandiera del cinema di qualità chiude I battenti. L’ultima proiezione domenica (31 Gennaio), dopo ben 28 anni di attività che hanno animato un punto di riferimento di eccellenza per l’esercizio romano, importante non solo per il pubblico di Trastevere. “Costi insostenibiili per una monosala”, ha spiegato in questi giorni la sua esercente, Georgette Ranucci, elencandoli anche in un’intervista al Corriere della sera : 50 mila euro solo di affitto, personale, luce, tasse, noleggio dei film sono gli stessi oneri dei multiplex”.

Ma impegno e sentimento sono stati sconfitti anche questa volta dalla realtà e con il cinema che chiude quattro persone perdono il lavoro. “Ho creduto profondamente alla possibilità di trovare uno spazio per la programmazione di qualità, per film trascurati da altri come Bellas mariposas di Mereu o Bella e perduta di Pietro Marcello” ha ricordato Georgette Ranucci, ma oltre l’impegno e alla sonfitta di una sala, resta il tema del cinema di qualità che perde non solo un gioiello nel panorama delle sale romane e nazionali, ma ancora una volta uno di quegli schermi che , selezionando offrono agli soettatori la possibilità di avere un film anche da raggiungere a piedi, nel quartiere, con la certezza di trovare un buon film.

Di fronte a quest’ennesima sconfitta i Giornalisti cinematografici (Sngci) non solo si uniscono alla denuncia degli esercenti costretti ad abbandonare la loro battaglia ma –dice a nome del Direttivo Laura Delli Colli, presidente- condividono con l’Anac, la Fice e le altre sigle pronte a mobilitarsi per il cinema di qualità solidarietà e un appello perchè l’emergenza qualità nel cinema non può continuare ad essere ignorata: 40 sale chiuse solo a Roma, con una media di cinque cinema in meno all’anno-come ha ricordato l’Anac-sono i dati di una guerra silenziosa e implacabile che continua a fare vittime, tra I lavoratori che perdono il posto ma anche tra gli spettatori che così si allontanano sempre di più dal cinema di qualità.

 

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