venerdì, 25 settembre 2020

Addio a Jacques Rivette

Addio a Jacques Rivette

Si è spenta con Jacques Rivette una delle firme e delle anime più significative della Nouvelle Vague. Si era avvicinato al cinema scrivendone, mentre era iscritto alla Sorbona sulla piccola “Gazette du Cinéma” dividendone la linea editoriale con Eric Rohmer, che è stat o il suo più grande amico e ‘complice’ nell’avventura della Nouvelle Vague con Jean-Luc Godard e Claude Chabrol (la storia del gruppo dice che propio lui presto a Rivette la casa per girare il suo primo cortometraggio, Le coup du berger, nel 1956). Nel 1958 dopo aver fatto da assistente a Renoir, la prima regia con Paris nous appartient,  due ore e mezzo, realizzato senza finanziamenti, ma con riprese ‘rivoluzionarie’ per l’uso della canera ‘a spalla’. Dopo un ritorno alla critica come caporedattore dei “Cahiers du Cinéma” si farà tentare dalla regia di nuovo solo otto anni dopo, nel 1966, con La religiosa con Anna Karina nei panni della suora ribelle, vietato dalla censura, protagonista per questo di una reazione che anticipò I fermenti del ‘68. Diresse L’amour fou, Out 1, film della durata “impossibile” di 12 ore presentato in pubblico solo una volta,Céline e Julie vanno in barca in omaggio a Renoir, Le pont du Nord del 1981, La bande des quatre del 1981, fino a La bella scontrosa, Gran Premio a Cannes nel 1993. Firmò poi la Giovanna d’Arco  in due parti, con Sandrine Bonnaire. Deve certamente una grande complicità a Bulle Ogier, la sua attrice-feticcio e Martine Marignac, la produttrice che gli fu sempre al fianco, sostenendo le sue imprese impossibili.

Nella sua filmografia ci sono anche Chi lo sa? del 2001 con Sergio Castellitto, Storia di Marie e Julien del 2003 con Emmanuelle Béart, La duchessa di Langeais nel 2006, e nel nel 2009 con Jane Birkin e ancora Sergio Castellitto  Questione di punti di vista, presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il Festival di Locarno gli aveva conferito nel 1991 il Pardo d’onore. La Francia lo ha salutato con un ricordo ufficiale del Presidente Hollande.

 

 

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